Opere Fuori commercio
Lorenzo Ellero

Opere

Conferenze, a cura di G.C. Ferrari

A cura di Giulio Cesare Ferrari
  • 1926
  • Note: In 8°. Volume I, pp. XI-488, 1926; Volume II, pp. XVI-627, 1927; Volume III, pp. XXIII-378, 1929. Il primo volume contiene: "1. Chiaroscuri del senso morale - 2. Lieviti psicologici della guerra e della pace - 3. Il pregiudizio della coltura classica - 4. Le trappole della coscienza - 5. Ginnastica della mente - 6. Il relativo nel mondo morale - 7. La suggestione letteraria - 8. Pro Istituto pedagogico forense - 9. La discussione - 10. L'evoluzione umana e la pace - 11. La donna nella beneficenza - 12. Valore delle testimonianze - 13. Contro l'alcoolismo - 14. Palinsesti del cervello - 15. Impedimenti e pressioni - 16. L'autosuggestione - 17. Il nervosismo - 18. Ultima linea rerum". "(...) Ellero era umanitario e ottimista; ma il suo amore pel genere umano era carità, non adulazione, e la sua speranza d'avvenire era esortazione alla volontà, non lusinga della pigrizia. Perciò scrisse pagine apostolicamente severe, forse le più belle, su problemi d'educazione; e non concepiva la pedagogia sociale senza mezzi espressivi. Donde quel suo incessante desiderio di contemperare la libertà con l'autorità, e quel pensar democratico in una mente aristocratica e schiva; così come nel campo teoretico, pur servendo alla scienza, non offese le fedi, e seppe fissare con venerazione virile la tanta ombra che avvolge questa poca nostra luce. Da questa maturità di equilibrio interno viene la stabilità di queste pagine (...). - Al buon gusto intellettuale e al morale, che sono tutt'una cosa, si aggiunga la finitezza letteraria, meno rara che non si creda fra gli uomini di scienza; i quali, anzi, se abbiano buone disposizioni coltivate con disinteressate letture, hanno anche il vantaggio di sottrarsi facilmente alle oscillazioni delle mode e alle dispute delle scuole. È caratteristico osservare che l'Ellero, quand'era obbligo per la gente all'altezza dei tempi trattar quasi con dileggio il Manzoni, considerava quietamente i "Promessi Sposi" come una Bibbia psicologica, e quasi non teneva un discorso senza citarne qualche passo; e, se qui teneva fede a una verità permanente contro le mode passeggere, altrove precorreva, senza vanterie, i giusti riconoscimenti, e già nei primi anni del secolo citava con dimestichezza i 'Karamazof' di Dostoievski, un testo che allora ben pochi avevano letto in Italia e quasi nessuno capito.": G.A. BORGESE, «Corriere della Sera», 30 giugno 1927. "In magnifica veste tipografica l'Editore Zanichelli pubblica il primo volume delle "Opere" di Lorenzo Ellero contenente una raccolta di conferenze dell'illustre scienziato, in cui nulla d'ingombrante o superfluo: tutto è detto con garbo, con naturalezza, con singolare maestria nella scelta degli esempi, e con profondo intuito psicologico. - Una volta letto, noi daremo a questo volume uno dei migliori posti nella nostra biblioteca, non soltanto perché è una fonte inesauribile di osservazioni tratte dalla diretta conoscenza di tutte le manifestazioni della psiche, ma anche perché, anzi soprattutto, perché è un libro di fede. - Ellero appartenne a quella grande e benemerita scuola di scienziati che non cristallizzarono il loro insegnamento nelle formule dottrinarie, o che -con sapienti adattamenti- si servirono della scienza come mezzo per pervenire; ma che con l'esempio e con la parola cercarono di spingere l'umanità verso migliori destini.": GIUSEPPE TAROZZI, «Cronache forensi», nn. 11-12, novembre 1927. Dalla Prefazione al secondo volume: "(...) Diligentissimo nel raccogliere ogni elemento della causa, che sapeva con rara maestria coordinare e con mirabile perspicacia spiegare ed illustrare, efficacissimo nella sintesi, Egli giungeva spesso a conclusioni insospettate e sorprendenti attraverso ad una indagine minuta e profonda di ogni singolo fenomeno, condotta con rigoroso metodo scientifico, illuminata, a tratti, da lampi di vera genialità: conclusioni che si presentano così logiche, lucide e convincenti da non lasciare il benché minimo dubbio e da indurci a fare nostro con la nostra sentenza il suo giudizio, sicuri di non commettere errore. Ingegno robusto e dotato di solida e vasta coltura, carattere diritto, anima d'artista aperta ad ogni sentimento di bellezza e di bontà, oratore forbito e affascinante. Egli tutte riuniva in sé le doti che facevano di Lui un perito psichiatra insuperato e insuperabile, così da dar ragione a chi disse, con bella sintesi, che "le sue perizie erano insieme documenti scientifici, testimonianze di coscienza vigile, e preziosa opera d'arte". - Leggendo i lavori pubblicati in questo volume ognuno dovrà persuadersi dell'esattezza di questi giudizi e troverà pienamente giustificata la gratitudine di noi magistrati verso questo perito. - Scelte con giusto criterio eclettico, esse presentano una grande varietà di casi (...): giudizi di interdizione - cause per nullità di matrimonio - impugnative di testamento - processi per delitti commessi da persone asserite inferme di mente nel momento del fatto - valutazione di parole pronunciate nel delirio - pretesa amnesia di un simulatore. (...)": ANTONIO RAIMONDI. "(...) Le perizie di Lorenzo Ellero, meritavano di venire pubblicate, perché, non solamente per la singolarissima virtuosità dell'A. esse si leggono con vero godimento, ma per merito della forma italianamente eccellente, del pensiero ognora vibrante, vivo, seducente, e perché sono, amiamo ripeterlo, esemplari degni di imitazione, di ciò che dovrebbe essere una perizia scientifica nel procedimento giudiziario penale o anche civile (...). - Lorenzo Ellero aveva ingegno superiore, e sensibilità eccezionalmente squisita. Perciò come perito psichiatra che ben conosceva la sua scienza, e intellettualmente sapeva, da uomo profondamente colto, camminare anche in territori ad essa affini, fu sommo e la pubblicazione di cui discorriamo ne è prova luminosa. E possiamo anche soggiungere con tranquilla coscienza, con la più irreducibile sicurezza, che chi leggerà le perizie dell'Ellero dirà con noi che da esse ha molto imparato: in esse il lavoro acuto di logica è solo superato dall'intuito di applicazione scientifica.": ALESSANDRO STOPPATO, «La Scuola Positiva», luglio-agosto 1927. Il terzo volume contiene: "1. La Psichiatria, la libertà morale e la responsabilità penale - 2. Monomania - 3. Dei pazzi e dei savi - 4. I ben pensanti - 5. Il coraggio scientifico di Cesare Lombroso - 6. Scipio Sighele - 7. Sulla delinquenza minorile - 8. Sulla riforma della funzione peritale - 9. Sulle condizioni della Magistratura - 10. Risposta ad un Referendum indetto dalla «Rivista delle discipline carcerarie» - 11. Per le biblioteche popolari - 12. Per l'inaugurazione della 'Casa del Popolo' - 13. La cremazione nella moderna società - 14. A proposito di una decollazione - 15. La psicologia del mendacio teutonico - 16. Sopra un caso di ipnosi con fenomeni della così detta trasposizione dei sensi - 17. Autosuggestione criminosa - 18. Per una bandiera - 19. Il soldato e il paese (Lettera a Teodoro Moneta)". Dalla Prefazione al terzo volume: "(...) Se vi fosse ancora bisogno di dimostrare che l'indirizzo positivo della ricerca è stato ed è, specialmente in Italia, animato dalle più vivaci ispirazioni idealistiche e che un nobilissimo spirito di umanità lo ha pervaso sia sotto il rispetto di quel culto della ragione e della verità obbiettiva nelle quali è riposta una sublime perfezione umana, sia sotto il rispetto della pietà e della giustizia alle quali la scienza offre mezzi più perfetti e più vivido lume -; se vi fosse ancor bisogno di dimostrare infondata e malevola l'accusa fatta al positivismo di aver depresso i valori spirituali dell'uomo, gli scritti di Lorenzo Ellero contenuti in questo volume (come pure nei precedenti) sarebbero a tale accusa la più evidente smentita.": GIUSEPPE TAROZZI.