Nuove poesie Fuori commercio
Giosue Carducci Nobel

Nuove poesie

Seconda edizione con emendazioni ed aggiunte

Seconda edizione

  • 1875
  • Note: In 8° piccolo, pp. XLII-205 + 3 n.n., con un ritratto del Carducci del 1871 ("Ballerini disegnò, incise"). In copertina e frontespizio: Enotrio Romano. Finito di stampare ai primi d'aprile del 1875. È il primo volume di poesia del Carducci pubblicato da Zanichelli. La rara fotografia che orna questa edizione fu offerta dall'avv. Pio Tribolati, fratello di Felice Tribolati, al quale il Carducci la mandò in dono nell'aprile del 1871. La prima edizione di "Nuove Poesie" fu stampata nel 1873 a Imola, dal Galeati. In questa edizione zanichelliana sono riprodotti, in traduzione italiana, giudizi di critici tedeschi: Karl Hillebrand in «Allgemeine Zeitung», 1 novembre 1873; Adolf Pichler, in «Abendpost», Vienna, 10 giugno 1874; Karl von Thaler, in «Neue Freie Presse», Vienna, 12 marzo 1875. La traduzione dell'articolo di Karl Hillebrand apparve per intero ne «La voce del Popolo», Bologna, 8, 9, 11, 13 novembre 1873 L'Hillebrand era un ammiratore del Carducci; diresse a Lipsia una rivista dal titolo «Italia». L'articolo del von Thaler era in opposizione a quello di Louis Étienne, in «Revue des deux mondes», giugno 1874. Avvertenza: "L'autore ha riveduto e corretto questa seconda edizione delle Nuove Poesie, ha aggiunto tre canti ("A messer Cante Gabrielli", "Maggiolata", "Desiderio della patria") e qualche nota. L'editore crede opportuno mandare innanzi a guisa di prefazione i giudizi che delle "Nuove Poesie" dettero nell' «Allgemeine Zeitung» il sig. Carlo Hillebrand, nell'«Abendpost» e nella «Neue Freie Presse» di Vienna il sig. Adolfo Pichler e il sig. Carlo di Thaler: intendentissimo il primo delle classiche letterature e della nostra, autore di un libro su Dino Compagni e degli "Études italiennes"; poeta il secondo, e dei più geniali e severi dell'impero austriaco; critico e scrittore ingegnoso e brillante il terzo: tutti lontani da ogni cagione di odio e di amore pel sig. Carducci e dalle parzialità che le idee politiche e letterarie di lui possono suscitare intorno al suo nome e ai suoi scritti in Italia": NICOLA ZANICHELLI. "Un critico tedesco, Carlo Hillebrand, in un giudizio data intorno alle "Nuove Poesie" aveva gia scritto: "Giosuè Carducci è senza dubbio il poeta più significante che l'Italia abbia prodotto dalla morte del Leopardi: anzi, oso andare più oltre, I'Europa, dopo morto Heine, non ha veduto levarsi l'eguale; e anche la limpida stella dell'occidente, Bret Harte, impallidisce innanzi a questo splendore". Perché bisogna sapere che mentre in Italia, un poco per colpa della nostra sciocchezza e un altro poco per colpa delle passioni politiche e di parte, noi cercavamo di nasconderci o, per così dire, dissimulare a noi stessi l'importanza di questo volume di poesie sin dal suo primo apparire, offriva esso invece larga materia di studi e di elogi alla dotta critica tedesca. - E già la seconda edizione, "Bologna, Nicola Zanichelli, MDCCCLXXV", riveduta e corretta e arricchita di tre canti e di qualche nota importantissima, usciva notabilmente preceduta dai giudizi che di queste poesie avevano dato Carlo Hillebrand nell'«Allgemeine Zeitung», Adolfo Pichler nell'«Abendpost» e Carlo di Thaler nella «Neue Freie Presse». - Carlo Hillebrand certamente fu quello che nella maggior parte delle cose ragioni più sereno, giudicò con maggior sicurezza d'arte, dimostrò studii più sodi e più larga conoscenza della nostra letteratura. (...). - La prima edizione è intitolata un po' diversamente: "Nuove Poesie di Enotrio Romano" (Giosuè Carducci). Imola. Tip. d'Ignazio Galeati e figlio", 1873; volume unico, di carte numerate 132. Nel retro del frontispizio si legge "Proprietà letteraria dell'autore". Nella pagina seguente vi sono come epigrafe i quattro versi di Fra' Jacopone da Todi: "Fama mia, ti raccomando Al somier che va ragghiando Perdonanza più d'un anno, Chi mi dice villania. (...)":UGO BRILLI. I primi rapporti di Giosuè Carducci con Nicola Zanichelli risalgono al 1872: il 28 dicembre di quell'anno scrive allo Zanichelli: "Le propongo l'edizione di un volume, del quale Ella vedrà qui appresso il contenuto. Desidererei possibilmente che il formato fosse quel dei volumi del Lemonnier o del Barbèra. Darei l'originale, memoria per memoria. Chiedo in compenso 400 lire, delle quali 200 ad acconto". Il lavoro era intitolato: "Spigolature filologiche ed erudite". Era diviso in due parti: I. "Rime del secolo XIII e XIV" contenute nei Memoriali dell'Archivio notarile di Bologna. [Lungo discorso, inedito, al quale sono intercalate 43 poesie antiche, la più parte inedite] - Il. a) "Due canti dell' Inferno" di Dante tradotti in francese nel sec. XIV (inediti); b) "Notizie su alcune rime di Dante o attribuite a Dante, ultimamente edite"; c) "Da una memoria di A. Cappi, intorno all'urna ravennate di Dante" (inediti quasi tutti). Lo Zanichelli non accolse la proposta.